Orbene, ci risiamo. Non è la prima volta che accade, lo ammetto con un pizzico di imbarazzo, ma questa volta la faccenda è diversa: stavolta, francamente, non me ne sono nemmeno reso conto. È scivolata via così, tra una notifica e una scadenza, nel silenzio assordante della routine (che poi, a ben pensarci non è stata esattamente routine).
Capita, sapete? Capita quando la vita decide di scorrere densa e veloce, come un fiume in piena che non ti lascia il tempo di guardare la riva. Ci sono periodi in cui non siamo noi a guidare i giorni, ma sono i giorni a trascinare noi. Ci si sveglia con una lista di cose da fare e si va a dormire con la sensazione di averne rincorse altre mille, perdendo di vista ciò che, forse, meritava una sosta.
Mi è tornata in mente quella frase iconica che (se non vado errato) disse Woody Allen:
“La vita è quella cosa che ti succede mentre sei impegnato a fare altri programmi.”
Mai citazione fu più azzeccata. Passiamo il tempo a organizzare il domani, a incastrare impegni come pezzi di un Tetris impazzito, e poi ci voltiamo indietro scoprendo che un anniversario, un traguardo o una promessa fatta a noi stessi sono passati sotto il radar. Senza cattiveria, senza volerlo, ma sono passati.
Però, c’è un però.
Riconoscerlo è il primo passo per riprendersi il telecomando della propria attenzione. Quindi eccomi qui: senza l’ansia di dover correre ancora, ma con la ferma intenzione di non lasciar passare un altro anno sabbatico, vedrò di rimediare. Non è una rincorsa al tempo perduto, ma un modo per onorare ciò che conta.
Qualcuno starà già pensando: “Ma a chi vuoi che freghi qualcosa?”. Lo sento, il coro dei cinici in sottofondo. Beh, la risposta è semplice: a me frega. Ed è l’unica ragione che serve per mettersi in moto. Perché se non diamo valore noi ai nostri piccoli “mancamenti” e ai nostri recuperi, chi dovrebbe farlo?
Dopotutto, la bellezza sta nel sapersi fermare, chiedere scusa al tempo e ricominciare. Restate sintonizzati, il rimedio è in corso.
Comments
Comments are now closed