{"id":2661,"date":"2026-11-04T07:00:00","date_gmt":"2026-11-04T06:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.studiolevi.org\/?p=2661"},"modified":"2026-11-03T12:28:53","modified_gmt":"2026-11-03T11:28:53","slug":"i-miei-fari-attivi-perche-loro-e-non-altri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studiolevi.org\/?p=2661","title":{"rendered":"I miei fari attivi: perch\u00e9 loro e non altri?"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-drop-cap wp-block-paragraph\">Un assiduo lettore di Studiolevi, dopo aver letto le pagine del mio libro <em>\u201cToh, che strano\u201d<\/em> e aver notato i ringraziamenti iniziali presenti nella prefazione e nell&#8217;introduzione \u2014 dove ho menzionato quelli che oggi considero i miei <strong>fari &#8220;attivi&#8221;<\/strong> nel panorama della divulgazione scientifica: <strong>Amedeo<\/strong> <strong>Balbi<\/strong>, <strong>Luca Perri<\/strong>, <strong>Gabriella Greison <\/strong>e <strong>tutti i ragazzi di Geopop<\/strong> \u2014, mi ha recentemente scritto un&#8217;interessante email ponendomi una domanda diretta: <em>&#8220;Ma perch\u00e9 proprio loro e non altri?&#8221;<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il lettore si stupiva inoltre del fatto che, a differenza di quanto fatto in passato per giganti del calibro di Isaac Asimov (cosa che peraltro non l&#8217;ha sorpreso affatto), non avessi ancora dedicato un articolo specifico sul blog a queste figure.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La domanda \u00e8 pi\u00f9 che lecita, ma vale la pena fare una precisazione doverosa prima di procedere: non \u00e8 certo che mi sia dimenticato di altri, ad esempio del grande <strong>Piero Angela<\/strong>. Piero Angela \u00e8 stato ed \u00e8 tutt&#8217;ora un mito assoluto della divulgazione, un caposaldo intoccabile per chiunque ami la scienza e la cultura in Italia. Semplicemente, in quel contesto (e qui di riflesso) sto parlando d&#8217;altro; sto parlando dei miei fari &#8220;attivi&#8221;, le voci del presente che oggi riescono a fare ci\u00f2 che la buona divulgazione dovrebbe sempre fare: accendere la curiosit\u00e0, smontare la complessit\u00e0 senza banalizzarla e ricordarci che la scienza \u00e8 un&#8217;avventura umana straordinaria. E tutti, in modi diversi, sono estremamente &#8220;POP&#8221; (della cultura pop, d&#8217;altronde, ho gi\u00e0 avuto modo di scrivere a fondo su questo stesso sito).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Certo, nel vasto panorama odierno di bravi divulgatori ce ne sono tanti altri, eppure l&#8217;equilibrio, l&#8217;entusiasmo travolgente e la spiccata vena artistica che questi specifici autori sanno trasmettere \u2014 perch\u00e9 s\u00ec, c&#8217;\u00e8 immensa arte anche nel modo in cui raccontano la scienza \u2014 rappresentano a oggi qualcosa di pressoch\u00e9 unico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Con questo non voglio certo farne un&#8217;apologia n\u00e9 dipingerli come supereroi infallibili della divulgazione: come tutti, non sono perfetti e possono commettere sviste o scelte comunicative discutibili. Ma il bilancio complessivo del loro impatto culturale resta straordinariamente positivo. Fatta questa doverosa premessa, \u00e8 arrivato il momento di entrare nel dettaglio, di dare una spiegazione approfondita, punto per punto, analizzando le personalit\u00e0 e le caratteristiche uniche che rendono speciali questi straordinari divulgatori.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Amedeo Balbi: la pacata profondit\u00e0, la chiarezza e la difesa della ragione<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se dovessi riassumere lo stile di Amedeo in due parole, userei <strong>rigore<\/strong> ed <strong>eleganza<\/strong>. Astrofisico, divulgatore eccezionale e, curiosamente, mio coetaneo, ha il raro dono di trattare i temi pi\u00f9 vertiginosi dell&#8217;universo \u2014 dalla cosmologia alla ricerca di vita extraterrestre, passando per i confini dello spazio e del tempo \u2014 mantenendo sempre un tono profondamente riflessivo, pacato e mai sopra le righe.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Con Amedeo ho anche l&#8217;onore e il piacere di essere in contatto diretto, sebbene non ci siamo mai incontrati di persona. I contatti ovviamente non sono frequenti, ma ci sono e sono sempre interessantissimi, e lui \u00e8 una persona davvero squisita. La sua personalit\u00e0 riflette esattamente la sua scrittura: una misura e un equilibrio formidabili. Nel caos mediatico in cui spesso si cerca la sensazionalizzazione a tutti i costi per fare rumore, la sua voce \u00e8 un porto sicuro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In lui si avverte costantemente una straordinaria attenzione all&#8217;eredit\u00e0 scientifica dell&#8217;umanit\u00e0: nei suoi interventi e nei suoi libri c&#8217;\u00e8 la consapevolezza profonda che la scienza non sia solo un accumulo di nozioni, ma il patrimonio pi\u00f9 prezioso che abbiamo per decifrare il nostro posto nel cosmo. Si pensi, ad esempio, al suo modo di smontare con lucidit\u00e0 chirurgica e senza mai un briciolo di presunzione le derive antiscientifiche o le fake news spaziali che periodicamente intasano il web: mentre altri urlano per fare ascolti, Amedeo usa la forza gentile della ragione, del metodo e della tutela di questa grande eredit\u00e0 culturale, dimostrando che la verit\u00e0 dell&#8217;universo \u00e8 gi\u00e0 cos\u00ec meravigliosa da non aver bisogno di sensazionalismi da strapazzo per affascinare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E c&#8217;\u00e8 un altro aspetto fondamentale che lo contraddistingue: la sua capacit\u00e0 di farci riflettere sul <strong>metodo<\/strong> prima ancora che sui risultati. Amedeo ci insegna che il dubbio scientifico non \u00e8 debolezza, ma la pi\u00f9 alta forma di rigore intellettuale. Quando ci ricorda la grandezza e al tempo stesso la fragilit\u00e0 della nostra posizione nel cosmo, ci lascia spesso con riflessioni folgoranti sulla natura della conoscenza, racchiudendo perfettamente il senso della ricerca in una frase che sintetizza il suo intero pensiero: <em>&#8220;La scienza non \u00e8 un insieme di certezze immutabili, ma il modo pi\u00f9 onesto, rigoroso e meraviglioso che abbiamo inventato per non ingannarci&#8221;<\/em>. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La sua chiarezza non \u00e8 mai superficiale: \u00e8 il frutto di una profonda padronanza della materia unita al rispetto assoluto per chi ascolta o legge. \u00c8 un faro che illumina senza accecare.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Luca Perri: l&#8217;irriverente ironia e la genialit\u00e0 teatrale<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dall&#8217;altra parte dello spettro stilistico troviamo lui, astrofisico e mente vulcanica della nuova generazione. La cosa straordinaria \u00e8 che Luca ottiene di fatto esattamente lo stesso risultato di Amedeo \u2014 un&#8217;informazione scientifica impeccabile e rigorosa \u2014 partendo per\u00f2 da un approccio completamente opposto. Se questa non si chiama &#8220;tridimensionalit\u00e0&#8221; della divulgazione, ditemi voi cosa dovrebbe esserlo. Inoltre, c&#8217;\u00e8 una combinazione curiosa che lega me e Luca: io e lui siamo stati entrambi assidui frequentatori di due storiche istituzioni milanesi come il Planetario e il Museo della Scienza e della Tecnologia. Solo che io le ho vissute da visitatore compulsivo, mentre lui dall&#8217;altra parte del palco, come guida e anfitrione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Luca ci ricorda che <strong>la scienza non \u00e8 noiosa<\/strong> e che l&#8217;ironia, intrisa di una raffinata cultura pop, \u00e8 uno strumento formidabile. Con il suo approccio irriverente trasforma paradossi astrofisici e aneddoti storici in racconti teatrali irresistibili, ricordandoci quel mantra che attraversa tutta la sua produzione: <em>&#8220;Se la scienza vi annoia, state certi che \u00e8 perch\u00e9 ve la stanno raccontando male&#8221;<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tra le sue performance pi\u00f9 iconiche, impossibile non citare quella andata in scena il 4 maggio 2026: quale data migliore, del resto, se non il celebre <strong>&#8220;Star Wars Day&#8221;<\/strong>, per celebrare quel fantastico fenomeno pop che \u00e8 <em>Guerre Stellari<\/em>? In quella speciale ricorrenza, Luca ha fatto brillare il palco del Planetario Hoepli con il suo travolgente show <em>&#8220;La scienza di Guerre Stellari&#8221;<\/em>. Io, a quell&#8217;evento memorabile, c&#8217;ero e l&#8217;ho raccontato con entusiasmo su <strong>guerrestellari.net<\/strong> \u2014 il pi\u00f9 storico sito italiano a tema <em>guerre stellari<\/em> con cui ho il piacere di collaborare (s\u00ec, faccio pure questo&#8230;) \u2014 nell&#8217;articolo intitolato <em><a href=\"https:\/\/www.guerrestellari.net\/2026\/05\/08\/la-forza-della-conoscenza-non-e-solo-quella-dei-jedi\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">La forza della conoscenza non \u00e8 solo quella dei Jedi<\/a><\/em>. \u00c8 la dimostrazione plastica di come si possa mantenere intatto il rigore accademico e, allo stesso tempo, sprigionare un&#8217;empatia e un&#8217;energia scenica di primissimo piano.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Gabriella Greison: il lato umano della scienza<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La fisica non \u00e8 fatta solo di formule, equazioni e laboratori polverosi: \u00e8 fatta di persone, carne, sangue, ossessioni, sogni e follie. E nessuno pi\u00f9 di Gabriella, con la sua esuberanza e la sua travolgente energia creativa, riesce a ricordarcelo con tanta forza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tra l&#8217;altro, abbiamo studiato alla medesima universit\u00e0: sebbene io sia di qualche anno meno giovane, ho avuto l&#8217;occasione di incrociarla per circa un anno, il mio ultimo ed il suo primo. Non siamo in contatto diretto, ma anche con lei ho avuto il piacere comunque di qualche scambio. Gabriella ha una personalit\u00e0 eclettica, profondamente legata al mondo dello spettacolo e del teatro: scava nelle vite dei grandi fisici del passato (da Schr\u00f6dinger a Einstein, passando per le grandi scienziate dimenticate) cercando e trovando <strong>il lato umano<\/strong>. Si pensi all&#8217;originalit\u00e0 con cui per prima ha raccontato la famosa foto del congresso Solvay del 1927: un&#8217;intuizione e una narrazione assolutamente uniche e irripetibili nel panorama della divulgazione scientifica e letteraria, che l&#8217;hanno portata giustamente a teatro. I suoi monologhi, i suoi libri e le loro performance restituiscono ai protagonisti la loro poesia e le loro fragilit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gabriella, inoltre, scrive cose che ti emozionano, ti fanno ridere e piangere assieme. La chiamano la rockstar della fisica, ma secondo me \u00e8 anche molto di pi\u00f9: \u00e8 un personaggio unico nel panorama non solo italiano, ma addirittura internazionale. A chi ricorda il suo discorso \u2014 tenuto a Taormina per i neolaureati del 2025 dell&#8217;Universit\u00e0 di Messina \u2014 solo per la polemica della scollatura, quasi fosse una colpa poi essere una donna bella ed affascinante, dico che \u00e8 veramente un povero di spirito. Sveglia, mondo! Io ho sentito un intervento di una potenza inaudita, coronato da parole che ti restano dentro e che racchiudono l&#8217;essenza stessa della sua visione: <em>&#8220;Siate onde, non muri. Siate luce, anche quando tutto intorno sembra buio&#8221;<\/em>. Per quanto mi si possa prendere per matto, lo metto senza esitazione allo stesso livello del celebre <em>&#8220;I have a dream&#8230;&#8221;<\/em>. \u00c8 un faro che punta dritto al cuore, mostrando come la ricerca sia prima di tutto un&#8217;avventura artistica ed esistenziale.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">I ragazzi di Geopop: trascinante entusiasmo e disarmante semplicit\u00e0<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Infine, c&#8217;\u00e8 un progetto collettivo a cui sono particolarmente legato, al punto da esserne anche <strong>&#8220;mecenate&#8221;<\/strong> (un piccolo contributo orgogliosamente investito nella loro crescita): i ragazzi di <strong>Geopop<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il loro merito pi\u00f9 grande? Aver reso la geologia, la geografia, la fisica, la chimica e le scienze della Terra virali, accessibili e incredibilmente sexy per milioni di persone, dai pi\u00f9 giovani ai nonni. E pensare da dove sono partiti e a dove e come ci sono arrivati fa riflettere sulla portata del loro percorso: adesso arrivano addirittura in TV, sul &#8220;9&#8221; (s\u00ec, proprio la rete dove c&#8217;\u00e8 Fabio Fazio, per intenderci sulla dimensione!). Capite la straordinariet\u00e0? Raggiungere quel palcoscenico con la disarmante semplicit\u00e0 che li contraddistingue \u00e8 la prova tangibile di quanto lavoro, dedizione e passione ci siano dietro. Geopop possiede una marcia in pi\u00f9 fatta di un dinamismo visivo e narrativo che ha del sapore artistico. Partono dai fenomeni quotidiani, da ci\u00f2 che ci circonda e che tocchiamo con mano, per spiegarti la complessit\u00e0 del mondo e della scienza con un entusiasmo cos\u00ec contagioso che \u00e8 impossibile non rimanere incollati allo schermo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E a riassumere perfettamente la loro filosofia e la forza di questo collettivo straordinario ci pensa <strong>Merib\u00ec<\/strong> (Maria Bosco), la matematica del gruppo, quando ci ricorda che dietro a ogni spiegazione scientifica c&#8217;\u00e8 un&#8217;esigenza fondamentale: <em>&#8220;La Terra ci parla continuamente, e il nostro compito non \u00e8 solo ascoltarla, ma tradurre la sua voce meravigliosa affinch\u00e9 chiunque possa comprenderla e amarla&#8221;<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Badate bene: qui non parliamo di scorciatoie o di quella superficialit\u00e0 che qui su Studiolevi condanno fermamente (la convinzione errata che, se a un concetto servono quattromila parole, liquidarlo in quaranta sia sinonimo di bravura). Al contrario, la loro grandezza sta nel dono opposto: possiedono una tale e profonda padronanza della materia che riescono a strutturare il racconto in modo che ogni singola parola pesi il giusto, risultando limpida e accessibile senza tagliare via la complessit\u00e0, ma spogliandola unicamente dell&#8217;inutile accademismo. \u00c8 l&#8217;arte di rendere accessibile ci\u00f2 che \u00e8 difficile, mantenendone intatta l&#8217;essenza.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">In conclusione<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Asimov ci ha insegnato le fondamenta e Piero Angela rimane il pilastro e il mito eterno della nostra televisione e della divulgazione. Ma <strong>Amedeo, Luca, Gabriella e la squadra di Geopop<\/strong> sono i fari &#8220;attivi&#8221; che oggi tengono viva quella fiamma nel panorama italiano, unendo alla competenza scientifica un talento narrativo e artistico unico nel suo genere.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Senza di loro, il nostro modo di guardare al mondo sarebbe un po&#8217; pi\u00f9 buio. E ora che conoscete la risposta alla domanda del nostro attento lettore, non vi resta che  leggerli, ascoltarli e, perch\u00e9 no, sostenere chi fa buona informazione scientifica ogni giorno con cos\u00ec tanta passione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un assiduo lettore di Studiolevi, dopo aver letto le pagine del mio libro \u201cToh, che strano\u201d e aver notato i ringraziamenti iniziali presenti nella prefazione e nell&#8217;introduzione \u2014 dove ho menzionato quelli che oggi considero i miei fari &#8220;attivi&#8221; nel [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"iawp_total_views":5,"footnotes":""},"categories":[7,11,3],"tags":[244,236,243,119],"class_list":["post-2661","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-cose-da-nerd","category-scienze","category-varie","tag-divulgazione","tag-metodo","tag-rigore","tag-scienze"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studiolevi.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2661","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studiolevi.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studiolevi.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studiolevi.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studiolevi.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2661"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.studiolevi.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2661\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2968,"href":"https:\/\/www.studiolevi.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2661\/revisions\/2968"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studiolevi.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2661"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studiolevi.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=2661"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studiolevi.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=2661"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}